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Il ruolo del RUP nella la gestione dell’accesso agli atti, rapporti tra trasparenza e tutela della concorrenza

ANAC - Delibera n.41 del 3 Febbraio 2026

La Delibera ANAC n.41 del 3 Febbraio 2026 aggiorna il regolamento di accesso (civico, generalizzato e documentale), armonizzandolo con il D. LGS. 36/2023 (Codice Appalti).

L’intervento mira a integrare la gestione dell’accesso agli atti con la procedura di gara, focalizzando sul Responsabile Unico del Progetto (RUP) il bilanciamento tra principi di trasparenza e segretezza, nonché concorrenza. 

Sommario

  1. La Delibera n. 41/2026: non solo organizzazione formale

  2. Differimento dell’accesso – specialità della disciplina appalti

  3. Conclusioni: Approfondimento sul Ruolo del RUP quale responsabile del procedimento di accesso

1. La Delibera n. 41/2026: non solo organizzazione formale

Il Decreto Legislativo n.36/2026 (art.35) e la Delibera Anac n.41/2026 trasformano l’accesso agli atti di gara da mero adempimento documentale a snodo decisionale strategico. Il RUP è il garante centrale del bilanciamento tra trasparenza, segreti tecnici/commerciali e par condicio, con poteri di differimento/limitazione per proteggere la procedura.  Il RUP modula l’accesso per preservare l’equilibrio competitivo. L’ostensione non è neutra, specie nelle fasi pendenti, incidendo sulla stabilità della procedura. I segreti tecnici/commerciali prevalgono, ma l’accesso è consentito se indispensabile per la difesa. La gestione avviene per mezzo di piattaforme digitali, con necessità di motivare le limitazioni (digitalizzazione e tracciabilità).  La riforma supera il modello difensivo, introducendo un sistema “anticipato” ma strutturato, mirato a proteggere la concorrenza. 

 

2. Differimento dell’accesso – specialità della disciplina appalti

L’art. 35 del d.lgs. 36/2023 conferma che l’accesso agli atti di gara è una disciplina speciale, bilanciando trasparenza, segreti tecnici/commerciali e  par condicio dei concorrenti, superando la logica della L. 241/1990. Il differimento dell’accesso non è una compressione arbitraria, ma una modulazione temporale finalizzata a tutelare la corretta conclusione della procedura. L’accesso è ora gestito prevalentemente tramite piattaforme digitali di approvvigionamento, rendendo i dati immediatamente disponibili in base ai tempi procedurali. Il Differimento dell’accesso è consentito per esigenze strutturali di tutela della concorrenza. L’accesso a elenchi e offerte è, ad esempio, differito fino alla scadenza dei termini o all’aggiudicazione. Per quanto riguarda i segreti tecnici e commerciali, l’accesso può essere escluso per segreti tecnici/commerciali dichiarati e comprovati dall’offerente, ma resta garantito se indispensabile ai fini della difesa in giudizio del concorrente.

 

3. Conclusioni: Approfondimento sul ruolo del RUP quale responsabile del procedimento di accesso

L’accesso è gestito tramite piattaforme di approvvigionamento digitale, rendendo i dati disponibili in base ai tempi procedurali (digitalizzazione del ciclo di vita). L’ostensione documentale non segue le regole generali della L. 241/1990, ma è modulata sulla base delle specifiche fasi di gara.


Differimento dell’accesso (non una compressione arbitraria): L’art. 35, co. 2, prevede il differimento dell’accesso a elenchi dei concorrenti, verbali di ammissione e offerte, solitamente fino all’aggiudicazione, per tutelare la par condicio e la corretta conclusione della procedura.


Per quanto riguarda segreti tecnici e commerciali: L’accesso può essere escluso o limitato per informazioni aziendali riservate, purché il concorrente lo dichiari e lo provi motivatamente (non basta una dichiarazione generica).
Il segreto tecnico/commerciale non è un ostacolo assoluto: l’accesso resta garantito se indispensabile ai fini della difesa in giudizio del concorrente (art. 35, co. 5), bilanciando il diritto di difesa con la riservatezza.

Ruolo del RUP:
Il Responsabile Unico del Progetto deve gestire l’accesso valutando le istanze di oscuramento presentate dagli operatori. Il RUP è tenuto a non accogliere in modo acritico le richieste di segreto, verificando la sussistenza di un effettivo vantaggio competitivo.


Modulazione temporale:
La giurisprudenza amministrativa ritiene legittima questa modulazione temporale dell’accesso, finalizzata a tutelare la corretta conclusione della procedura e a garantire che l’ostensione degli atti non alteri l’equilibrio competitivo.


In sintesi, il d.lgs. 36/2023 sposta il baricentro verso un accesso anticipato e digitale, ma differito nel tempo per proteggere le informazioni sensibili fino a quando non diventa indispensabile per la tutela giurisdizionale. 

 

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