Varianti nell’affidamento diretto, l’art. 120 (D. Lg. 36/2023) permette il superamento delle soglie?
Il quesito sottoposto al MIT, relativamente al parere in esame (parere n. 4126/2026 del 2 marzo 2026) presenta un “taglio” eminentemente pratico e spesso ricorrente; nel caso de quo, infatti, una S.A. aveva affidato un contratto con affidamento diretto, e, nel corso dell’esecuzione dello stesso, aveva riscontrato però la necessità di apportare una modifica all’importo contrattuale, ricorrendo alle ipotesi di modifica ex art. 120 del D.LGS 36/2023. Da qui ci si è chiesti: se l’importo contrattuale aumenta in virtù di una variante o di una modifica contrattuale, l’importo conclusivo può oltrepassare le soglie dell’affidamento diretto? (Ovvero i 140.000 euro per servizi e forniture e i 150.000 euro per i lavori); oppure tali soglie non possono essere superate poiché l’affidamento è avvenuto tramite la procedura semplificata dell’affidamento diretto (che, come da acclarata giurisprudenza, non può nemmeno considerarsi una vera e propria procedura)?
Incentivi tecnici e nomina del DEC: i chiarimenti del MIT sul valore soglia e i presupposti per la deroga alla onnicomprensività della retribuzione
La questione dell’attribuzione degli incentivi tecnici nell’ambito dei contratti pubblici di servizi e forniture torna al centro del dibattito amministrativo, grazie al recente parere n. 3467 del 3 giugno 2025 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT). Il focus è sulla corretta interpretazione dell’art. 45 del D.Lgs. 36/2023 e degli allegati applicativi, con particolare riferimento alla nomina del Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) come figura distinta dal Responsabile Unico del Progetto (RUP) e alle condizioni per l’erogazione degli incentivi tecnici.