Revoca aggiudicazione – Sospensione dall’Albo
La revoca dell’aggiudicazione è legittima se l’operatore economico non presenta tempestivamente un POS (Piano Operativo di Sicurezza) conforme, poiché tale inadempienza e i ritardi documentali indicano inaffidabilità, giustificando il ritiro in via cautelativa, specialmente in appalti d’urgenza. Il mancato adempimento di obblighi propedeutici alla stipula, come il POS, legittima l’amministrazione alla revoca. Riassumendo: Inaffidabilità dell’operatore: Ritardi e documentazione inidonea (inclusi i POS carenti) tra aggiudicazione e stipula denotano una mancanza di affidabilità professionale. Appalti d’urgenza: La natura stessa del pronto intervento richiede massima tempestività, rendendo la mancata produzione di documenti essenziali per la sicurezza un motivo valido di revoca immediata. Obbligo di Legge: Il Piano Operativo di Sicurezza è un documento fondamentale richiesto dal D.Lgs. 81/2008 per l’avvio del cantiere. Tutela dell’amministrazione: Il ritardo o la mancata presentazione della documentazione (come la garanzia definitiva o il POS) legittima la stazione appaltante a tutelarsi. La giurisprudenza conferma che il comportamento dell’aggiudicatario in fase di verifica dei requisiti può essere un indice chiaro per la revoca, giustificando il ritiro dell’aggiudicazione.
Revoca dell’aggiudicazione per inadempimento: giurisdizione ordinaria
Revoca dell’aggiudicazione per inadempimento: giurisdizione ordinaria
Cosa ha stabilito il Tar Campania (Sezione VII) con la sentenza n.5624 del 28 Luglio 2025?
Il TAR Campania ha stabilito che una «revoca» dell’aggiudicazione per inadempimento dell’operatore, avvenuta dopo l’inizio del servizio, ha natura privatistica e ricade quindi nella giurisdizione del giudice ordinario, non del giudice amministrativo. Questo perché, una volta avviata l’esecuzione, la stazione appaltante non esercita più un potere autoritativo, ma un potere paritetico, come nel diritto privato, per reagire a un presunto inadempimento.