I servizi analoghi
La nozione di “servizi analoghi” va intesa come servizi appartenenti allo stesso settore, ma non identici, al fine di contemperare l’esigenza di qualificazione dell’impresa con il principio della massima partecipazione alle gare. È quanto ribadito dal TAR Campania, Napoli (Sez. V, 11 maggio 2026, n. 2974). La pronuncia offre importanti chiarimenti: 1) Vi si riscontrano, il principio della Massima partecipazione: Il bando non può richiedere requisiti sproporzionati che limitino la platea dei concorrenti. La locuzione deve essere interpretata in modo estensivo per favorire l’accesso al mercato anche alle piccole e medie imprese. 2) I “servizi analoghi” non sono sinonimo di servizi “identici” o “sovrapponibili”. È sufficiente che le prestazioni eseguite in passato siano afferenti allo stesso settore imprenditoriale o professionale dell’appalto in gara. Bilanciamento degli interessi: L’obiettivo è individuare un operatore economico qualificato, capace di eseguire l’appalto, senza però restringere ingiustificatamente la concorrenza attraverso interpretazioni rigide o restrittive delle pregresse esperienze lavorative.
Revoca dell’aggiudicazione per inadempimento: giurisdizione ordinaria
Revoca dell’aggiudicazione per inadempimento: giurisdizione ordinaria
Cosa ha stabilito il Tar Campania (Sezione VII) con la sentenza n.5624 del 28 Luglio 2025?
Il TAR Campania ha stabilito che una «revoca» dell’aggiudicazione per inadempimento dell’operatore, avvenuta dopo l’inizio del servizio, ha natura privatistica e ricade quindi nella giurisdizione del giudice ordinario, non del giudice amministrativo. Questo perché, una volta avviata l’esecuzione, la stazione appaltante non esercita più un potere autoritativo, ma un potere paritetico, come nel diritto privato, per reagire a un presunto inadempimento.